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Rondine, cittadella della pace

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I Ragazzi della Scuola Secondaria di I grado incontrano Rondine, la cittadella della pace

 Luogo di incontro fra persone di Paesi diversi in conflitto tra loro

Studenti provenienti da zone in difficoltà (Palestina, Israele, Kosovo, Armenia, Cecenia...) hanno la possibilità di convivere per due anni imparando a conoscersi a vicenda; questi ragazzi sono nati e cresciuti in un'atmosfera di guerra e per loro quella è la “normalità”.

I responsabili del progetto Rondine vogliono aiutarli a cambiare il loro punto di vista sulla “normalità” e a capire che la guerra è inutile, che dietro a ogni conflitto ci sono motivi diversi da quelli che vengono presentati dai media che molto spesso diffondono informazioni censurate dal proprio Stato.

Un esempio significativo è il genocidio degli Armeni del 1915, nel quale furono uccise più di un milione e mezzo di persone. Nonostante la gravità di questo fatto, ancora oggi in Turchia è vietato affermare che è stato un genocidio, pena l'arresto.

Per evitare che accada nuovamente un fatto simile è necessario non restare indifferenti e non voltarsi dall'altra parte.

“Dialogare e conoscere la persona nel nemico: ecco i nostri obiettivi”. Queste le parole del rappresentante del progetto Rondine, Stefano Marinelli, che venerdì 12 febbraio 2016 ha tenuto una presentazione riguardo a quest'iniziativa, durante la quale ha spiegato ai ragazzi delle classi III C e III G come persone di etnie diverse , ma che condividono gli stessi ideali e provano gli stessi sentimenti possono convivere e instaurare un legame di amicizia, rispetto e condivisione.

A testimoniare ciò, erano presenti anche due ragazzi che hanno aderito al progetto e che ne fanno attualmente parte: Rotem, proveniente dall'Israele, e Aritz, dal Kosovo.

In questo modo si possono distruggere i muri interni che si creano nella nostra mente influenzati dall'opinione pubblica e guardare il mondo con più punti di vista.